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La velocità di cammino predittiva della mortalità cardiovascolare nelle persone anziane (= 65 anni)

Dumurgier J, Elbaz A, Ducimetiere P, et al. Slow walking speed and cardiovascular death in well functioning older adults: prospective cohort study. BMJ 2009; DOI: 10.1136/bmj.b4460. Available at: http://www.bmj.com.

Camminare è uno dei passatempi preferiti degli anziani, anche se inconsapevoli del fatto che migliorando la loro agilità e velocità possono prevenire la disabilità.

E’ questo uno dei motivi di crescita dell’interesse a usare la velocità di cammino come indice dello stato di benessere degli anziani e come possibile segno della loro “ vitalità”. E’ infatti noto che il rallentamento della marcia è associato a aumento della mortalità da qualsiasi causa.

In questo studio, che ha reclutato 3208 pazienti di entrambi i sessi di età maggiore o uguale a 65 anni, viene dimostrato che esiste una forte correlazione tra il rallentamento della velocità di cammino e, specificamente, la morte da malattie cardiovascolari.

La velocità del cammino è stata misurata chiedendo ai pazienti di percorrere 6 metri lungo un corridoio, al loro passo abituale e alla loro massima velocità possibile, ma senza correre. I tempi impiegati sono stati ovviamente cronometrati.

Nel periodo di follow-up che è durato una media di 5.1 anni, sono deceduti 209 partecipanti allo studio (99 di tumore, 59 di malattie cardiovascolare e 51 per altre cause).

I partecipanti che si ponevano al terzo inferiore di celerità di marcia hanno mostrato rischio di morte maggiore del 44% (hazard ratio 1.44), rispetto ai partecipanti che si ponevano nel terzile di maggior velocità.

La rapidità di cammino diventa quindi una misura obiettiva dell’efficienza fisica, anche se va chiaramente considerata non come fatto isolato, ma in un contesto valutativo globale.

Commento - sicuramente questo test di misurazione del tempo impiegato a percorre 6 metri così facilmente eseguibile e ripetibile nella pratica clinica, permette una apprezzamento del tutto parziale dello stato di salute, ma si pone come misura obiettiva e confrontabile nel tempo delle capacità fisiche dell’anziano

Una possibile spiegazione dell’associazione tra la velocità di cammino e la mortalità cardiovascolare è data dal fatto che l’esposizione cronica a fattori di rischio vascolare è probabilmente associata sia a maggior rischio di decesso che a un peggioramento del cammino.

Inoltre, è già noto che un aumentato spessore dell’intima carotidea e una accresciuta concentrazione di omocisteina sono associate a una riduzione della velocità di cammino, mentre un aumento della concentrazione del colesterolo HDL è associato a più alta velocità di movimento.

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