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Cefalea tensiva: i miracoli della vitamina D!

 

 

Sanjay Prakash, Nilima D. Shah. Chronic Tension-type Headache with Vitamin D Deficiency: Casual or Causal Association? Headache (2009) 49(8):1214-1222. 

 

Quella tensiva è la più comune forma di cefalea primaria. La sua prevalenza nella popolazione  è variamente calcolata tra il 24-78%. 

Questa forma è  caratterizzata da dolore, in generale non violento, spesso diffuso a tutto il capo e frequentemente descritto come un peso, una “cappa”,  a volte più disturbante che invalidante. Il tutto in assenza di specifiche alterazioni sia cliniche sia strumentali.

Anche il deficit di vitamina D è molto frequente, è spesso associato a dolori muscolari e/o ossei diffusi e si calcola che sia presente in oltre il 50% degli anziani. 

Nel loro studio,  Prakash et al. hanno esaminato otto pazienti affetti da cefalea cronica tensiva accompagnata da dolenzia muscolare e ossea, alcuni con modesta astenia muscolare prossimale. Tutti e otto i pazienti presentavano un deficit di vitamina D (osteomalacia) con livelli di  25(OH) D ≤10 ng,  la concentrazione serica del paratormone era aumentata in tutti i pazienti, mentre la calcemia e la fosforemia risultavano nei limiti di norma. Ancora, in tutti i pazienti l’esame elettromiografico dimostrava screzi di aspecifica sofferenza miopatica.  

Il trattamento con vitamina D3 alla dose di 1500 IU/die assieme alla somministrazione di Calcio 1000-1500 mg/die  ha portato a risoluzione della cefalea in tutti e 8 i pazienti in un  tempo variabile tra le 4 e le  6 settimane e al netto miglioramento/scomparsa dei dolori osteo-muscolari. 

Nel recente passato alcuni studi hanno dimostrato che il deficit di vitamina D può provocare dolori muscolo-scheletrici persistenti, diffusi e non specifici [Prakash, 2009]. Allo stesso modo un difetto di vitamina D è stato osservato in pazienti con dolori lombari, apparentemente senza causa; gli stessi pazienti  hanno spesso tratto giovamento dalla somministrazione di vitamina D. Secondo Prakash [2009] la grande prevalenza della cefalea di tipo intensivo,  di deficit della vitamina D e delle sindromi con dolore muscolare generalizzato può indicare una interrelazione tra le tre condizioni. 

Questo studio suggerisce che, come razionalmente atteso, la somministrazione della vitamina (sempre associata al calcio),  può guarire la  cefalea tensiva almeno in una sotto-popolazione di pazienti in cui essa sia associata a  deficit di vitamina D.

 

Commento – Costa poco seguire il consiglio degli autori di questo lavoro, che non si sarebbe mai dovuto pubblicare.

Alcune considerazioni sui non trascurabili difetti metodologici dello studio: 1- è stato condotto su soli otto pazienti,  2 -  non è in cieco,  3- non ha un gruppo di controllo, 4- non tiene conto delle differenti possibile concause della cefalea cronica tensiva, associata o meno a deficit di vitamina D. 

Bisogna ancora ribadire che l’aspettazione del  miglioramento può renderlo reale: è il cosiddetto “effetto placebo”. Questo effetto ha il suo compimento ultimo quando si realizzi l’alleanza terapeutica tra il paziente (che crede nell’effetto benefico di una cura),  il terapeuta  (che ha la stessa convinzione), l’ambiente in cui si verifica l’atto terapeutico (che condivide l’aspettativa positiva). In questo modo “l’aspettazione diventa terapia”. Non tenerne conto significa trasformare la medicina in arte sciamanica. 

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